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Controfattuale (21 a-b)

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Meno male che nel 2130, quando l'archeofonosimbolista Giurgianno Del Magueiros bollò tutte le interiezioni della lingua italiana come espressione della volontà criptopatriarcale della precedente società turbocapitalista, i biografi di Vasco Rossi si trovarono nell'immenso imbarazzo di dover riscrivere da capo il corpus del loro maestro. Si distinsero, a tal proposito, due distinte scuole di pensiero. La prima, più radicale e barricadera, era pronta a sacrificare sull'altare dell'indicibile il verbo del fu rocker di Zocca. L'altra, più trafficona e accomodante, si stava già adoperando per delineare i fondamenti di una complessa teoria linguistica che ne avrebbe retroattivamente riabilitato l'abuso non vero-funzionale di fonemi disarticolati. L'ago della bilancia pendette definitivamente verso la prima fazione quando lo stesso Del Magueiros fece astutamente notare che, non avendo il Blasco l'abitudine quotidiana di sciacquare i propri panni alle fonti di q...

Controfattuale (20 a-c)

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Meno male che quella volta, durante un'estenuante partita a Pictionary disputata in campo neutro in un arco di tempo di otto ore e mezzo, il Professor Ritmo ebbe l'intuizione di chiedere ad uno dei partecipanti, un tizio taciturno che fino a quel momento se n'era sempre stato per i fatti suoi, di rispondere con sincerità a tre precise domande target: chi fosse il suo evangelista preferito, quale fosse la città più bella che avesse mai visitato e di che cosa avrebbe avuto più bisogno in quel momento. La leggenda narra che l'uomo lo fissò negli occhi per almeno dieci minuti e poi, solo quando il silenzio era già da tempo calato nella stanza, finalmente si decise a rispondere: "Luca Cordero di Montezemolo". Nessuno sentì in fondo il bisogno di chiedere cosa fosse quel "Montezemolo" di cui l'uomo misterioso sembrava aver bisogno, né, d'altro canto, obiettare sul fatto che non esistesse nessuna località denominata "Cordero": quantomeno i...

Controfattuale (19 a-c)

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Meno male che quella volta Berlusconi, stanco dell'ennesima insinuazione giornalistica a sfondo sessuale nei suoi confronti, si affrettò a chiarire, una volta per tutte, quello che la stampa italiana aveva da sempre male interpretato delle sue dichiarazioni. L'ultima in ordine di tempo, ad esempio, era stata la battuta rivolta ai giocatori del Monza in tenuta d'allenamento, a cui però era stato promesso un "pullman di noie" nel caso non avessero conquistato la salvezza - tipica metafora meneghina dei tardi anni '50. Ancora, la barzelletta su Rosy Bindi giocava sulla sua somiglianza con "Padre Pio", mica altro, e la nipote di Mubarak, quella non era mai esistita: si trattava, tutt'al più, di un riferimento cifrato all'amico Obama. Ma come uscire dal tunnel delle incomprensioni, se il ruolo che ti tocca recitare nel teatro della vita è quello della vittima sacrificale? Una possibile risposta non può essere affrontata nello spazio limitato di qu...

Controfattuale (18 a-c)

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Meno male che Timothée Chalamet, fresco di conversione al mormonesimo e riscopertosi sostenitore di ferro della sezione NRI di Salt Lake City, decise di interrompere di punto in bianco la sua collaborazione con Luca Guadagnino, che nell'arco di cinquantadue anni gli aveva fatto interpretare, rispettivamente, l'adolescente italiano gay, il cannibale forse bisex, il panettiere transgender, il sindaco afroamericano, il rifugiato gay, il segretario del PD gay, l'unico RTDA gay dell'Università di Palermo e Cristina Campo, che un po' gay lo era anche lei. Distrutto psicologicamente dall'abbandono, Guadagnino provò a rimediare nell'unico modo che conosceva, dirigendo cioè un nuovo videoclip per Paola e Chiara: che però erano morte, rispettivamente, da diciannove e ventidue anni, assieme a tutto il pop italiano degli anni '90. Fu questo l'inizio della fine per il povero Guadagnino, che molti mesi dopo, raggiunto da un mandato di cattura internazionale per il...

Controfattuale (17 a-c)

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  Meno male che Giuseppe Conte, chiamato a formare la settima squadra di governo diversa in due mesi, questa volta con l'appoggio esterno del Partito Repubblicano, del Popolo della Famiglia e di Italexit, decise di rinunciare in partenza all'impresa impossibile e rimise il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Corrado Augias, che senza perdere tempo convocò il dirigente superiore della Polizia di Stato Nunzia Ciardi (già in passato affidabilissima servitrice dello stato, specializzata nell'identificare e combattere reati legati alla pedopornografia) e le intimò di formare un governissimo di unità internazionale, così ampio da ricomprendere membri del Mossad, del gabinetto reale del Bhutan e, naturalmente, del consiglio di amministrazione di Amazon. Il governo Ciardi sarebbe rimasto in carica per quarantacinque anni, sette mesi e ventisei giorni, venendo costretto alle dimissioni solo quando lo stesso Conte, divenuto nel mentre un guerrigliero venezuelano, si re...

Controfattuale (16 a-c)

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Meno male che quella volta l'Argentina di Messi, arrivato al suo quindicesimo mondiale e ormai prossimo ai 75 anni, decise di preparare la gara inaugurale contro la selezione di dipendenti di Twitter in un modo innovativo: proiettando su un maxischermo approntato per l'occasione una selezione di film del periodo erotico-esotico di Joe D'Amato dove, al posto delle scene hard, erano stati inseriti spezzoni delle partite migliori di sempre dell'Albiceleste, compilati secondo l'insindacabile classifica di Mauro Suma. Messi pensava, a ragione, che un mondiale organizzato in fretta e furia in condizioni del tutto particolari, in una repubblica peculiare come la Transnistria, necessitasse di un approccio mentale rivoluzionario, che potesse riportare l'Argentina sul tetto del mondo dopo innumerevole tempo. La rotonda vittoria per 37-4 sembrava potesse dargli ragione: poi, certo, qualcuno di notte rubò le pizze con le copie analogiche delle pellicole di D'Amato e le ...

Controfattuale (15 a-b)

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Meno male che quella volta, con un colpo di teatro degno dell'indimenticato maestro Berlusconi, lu premieru italianu Giorgiu Melonu decise di recarsi a Bali non con la figlioletta di 42 anni, ma con il tenero dugongo di famiglia, un esemplare di maschio di appena 20 mesi che lu premieru chiamava affettuosamente Ugo e che nei circoli filogovernativi era in realtà più noto come Walter Siti. Ugo era un dugongo dotatissimo: parlava tre lingue, anche al contrario, sapeva rievocare alla perfezione tutti gli avvenimenti accaduti dalla marcia su Roma in avanti, compresi quelli degli anni dispari (notoriamente più complessi) ed era in grado di risolvere senza calcolatrice complesse equazioni di quinto grado. Alcuni storici dicono che, se a Bali non fosse stato stroncato da un'occlusione perineale (forse provocata da un vassoio di coratella male conservata), Ugo avrebbe potuto aspirare alla Farnesina. D'altro canto, se c'era stato Di Maio, perché non un dugongo? Maledetta Indones...