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Senza estensione

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Vi devo fare una confessione: per me Chomsky ha ragione. Di più: l'ha sempre avuta. E non parlo certo dei conflitti ebraico-palestinesi - a proposito, saluto i due sponsor, Soros e bin Salman... né tantomeno delle teorie sull'11 settembre - a proposito, il mio amico!, saluto il mio amico John Cena, che in diretta ha celebrato quella panzana incredibile sulla morte di bin Laden!... no, ecco, parlo di lingua. Non la nostra lingua: lingua, senza articolo. Lingua, cioè, come capacità biologica propria dell'essere umano e in lui stesso innata. Lingua, quindi, come proprietà di combinare un numero discreto di elementi per generare combinazioni potenzialmente infinite, che siano rette sulla gerarchia (come Sanremo) e sulla ricorsività (come Radio Sherwood). Non può essere diversamente da così: se la lingua... cazzo, mi è scappato l'articolo... vabbè. Se la lingua servisse per comunicare, dovremmo fare tabula rasa di tutte le ambiguità, le vaghezze, le imprecisioni, i frainte…

Venti verso il 2020

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Tre: i mesi passati a Novi Sad.
Quattro: i nuovi paesi visitati per la prima volta.
Sei: le presentazioni òllaraundeuòrl.
Mille: il traguardo, raggiunto l'11 dicembre, delle recensioni scritte in 12 anni.
Due: i coglioni che vi siete già fatti leggendo questa lista.
Una: la tesi di dottorato che ha cominciato a mordere al collo.
(Solamente) cento: i dischi ascoltati quest'anno (per via del complesso di motivi di cui sopra).
Venti: quelli scelti da me qui sotto.

Ordine decrescente e link, ove presente, a una recensione di Storiadellamusica.

20) The Pirate Ship Quintet - Emitter (Denovali, post rock, 60:51)


19) Alarmist - Sequesterer (Small Pond, math rock, 40:14)


18) Sarah Tandy - Infection In The Sentence (Jazz Re:freshed, be bop, 34:57)


17) Mai Mai Mai - Nel Sud (La Tempesta Internationa, noise, 34:52)


16) Julie's Haircut - In The Silence Electric (Rocket, psichedelia, 41:59)


15) Tool - Fear Inoculum (Tool Dissectional / RCA, prog metal, 86:43)


14) Squadra Omega - Antiterra (Mac…

Kad ti se jede u Novom Sadu... - Cinque posti (+ uno) dove andare a mangiare a Novi Sad

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Ho sempre pensato che una delle opportunità e, anzi, forse uno dei doveri di un soggiorno all'estero, qualsiasi siano i motivi che spingono una persona a vivere lontano da casa per un certo periodo, sia conoscere la propria nuova città dal punto di vista gastronomico. Quello che non si impara in un'aula universitaria, o non si riesce ad approfondire nella fuggevole interazione di strada, spesso lo si apprende attorno ad un tavolo. C'è chi parlerebbe di "rispetto" verso le altrui tradizioni o di "curiosità" verso ciò che non si conosce. Probabilmente è vero, ma a me piace pensare che frequentare locali e ristoranti di una nuova città sia, più semplicemente, un modo come un altro per sentirsi a proprio agio in situazioni di cui non si ha ancora diretta esperienza, un modo per integrarsi facilmente in un nuovo ambiente, accettando apertamente di giocare con le altrui regole. Non secondario è poi l'aspetto estetico, se si vuole edonistico, dell'int…

Venti per venti = tempesta

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Pare che ci risiamo.
Oggi è il 21 dicembre, ho ascoltato 115 dischi (ben tre in più dell'anno scorso), nessuno mi ha chiesto di sceglierne venti e pertanto io lo faccio ben volentieri.
Ordine al solito decrescente e link, quando presente, a una recensione di Storiadellamusica.

20) Maisha - There Is A Place (Brownswood Recordings, afro jazz, 44:38)


19) The Messthetics - The Messthetics (Dischord, jazz rock, 33:45)


18) The Nels Cline 4 - Currents, Constellations (Blue Note, jazz rock, 44:15)


17) Sleep - The Sciences (Third Man Records, doom, 53:03)


16) Kadhja Bonet - Childqueen (Fat Possum, soul jazz, 37:19)


15) Arto - Fantasma (Dischi Bervisti/Offset Records/Sangue Dischi/Fegato Dischi/The Fucking Clinica, post metal, 48:39)


14) The Turin Horse - The Turin Horse [EP] (Hell Comes Home/Rodomonte Dischi/Shove Records/Sangue Dischi/Vollmer Industries, post-core, 12:16)


13) Virginia Wing - Ecstatic Arrow (Fire Records, art pop, 40:45)

Quella sporca ventina

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Natale ispira tristezza, glucosio e classifiche.
Immancabili come la morte, su 112 dischi ascoltati al 20/12/2017, ecco i miei personalissimi 20, in ordine decrescente.

N.B. Il link è a una recensione di Storiadellamusica, quando presente.

20) Lento - Fourth (Consouling Sounds, doom metal, 45:07)


19) Ex Eye - Ex Eye (Relapse Records, jazz metal, 36:27)


18) Dephosphorus - Impossible Orbits (Selfmadegod Records, death metal, 24:06)


17) Kamasi Washington - Harmony Of Difference [EP] (Young Turks, jazz, 31:54)


16) Craig Taborn - Daylight Ghosts (ECM, piano jazz, 54:36)


15) Elder - Reflections Of A Floating World (Stickman Records, heavy-prog, 64:21)


14) Solki - Peacock Eyes (Ibexhouse, post punk, 33:49)


13) Dead Cross - Dead Cross (Ipecac, hardcore punk, 27:33)


12) Golden Oriole - Golden Oriole (Drid Machine Records/Inversions, noise-funk, 25:36)